INTERVISTA apparsa sulla rivista Fiorigialli, nella primavera '03
Cosa sono le danze e perché sono nate?
Il mistico russo G.I. Gurdjieff creò, o ricostruì, le Danze
Sacre con l'intenzione di provocare in maniera scientifica lo sviluppo della
consapevolezza dei suoi allievi.
Il lavoro svolto dalle Danze sul piano fisico è evidente: maggiore
contatto col corpo, un senso più bilanciato dell'equilibrio e dell'armonia
tra le varie parti, capacità di avere una percezione interiore dei
propri movimenti nello spazio, capacità di separare la propria attenzione
tra due o più attività fisiche, ed altro ancora.
Oltre al centro fisico, Gurdjieff aveva l'obiettivo di utilizzare i Movimenti
per lavorare simultaneamente anche sugli altri due centri, da lui definiti
centro emozionale e centro intellettuale: corpo, cuore e mente.
Secondo Gurdjieff non c'è possibilità di evoluzione se i tre
centri, o almeno due centri, non sono attivi contemporaneamente. Se, ad esempio,
io respiro utilizzando solo il mio centro fisico, e cioè meccanicamente,
senza prestare attenzione, il risultato che ottengo - assorbire ossigeno ed
emettere anidride carbonica - è perfettamente adeguato e sufficiente
a mantenermi in vita; ma se desidero non essere un robot bensì un essere
umano - sempre più capace di sentire, comprendere ed essere presente
- allora è assolutamente necessario che io aggiunga al respiro qualcosa
di mio, che è la mia prerogativa di essere umano, e cioè la
mia attenzione e la mia consapevolezza.
Nello stesso modo posso agire meccanicamente a partire da un solo altro centro:
ad esempio, col centro intellettuale, posso rispondere alla domanda che mi
poni come se fossi un computer o un libro stampato. Allora la risposta che
darò sarà degna di un computer: utile forse per individuare
l'orario di partenza di un treno ma non molto di più.
Per tornare alla tua domanda, le danze servono ad acquistare consapevolezza
dei nostri tre centri, e a imparare a dividere armoniosamente la nostra attenzione
tra questi.
Infatti, facendo le Danze di Gurdjieff, vedrai che anche la mente ed i sentimenti
vengono coinvolti ed utilizzati.
La mente è necessaria a seguire la progressione della Danza: le varie
sequenze delle posizioni da prendere, il disegno formato dagli spostamenti
dei danzatori, ed altro; quasi sempre, mentre danzo, devo mantenere internamente
un conto. Questo mi aiuta ad utilizzare la mia mente per quelle che sono le
sue effettive funzioni e capacità, senza però lasciare che sia
la mente ad usare me: se i pensieri mi portano via dal momento presente, lo
saprò nel giro di due secondi perché perderò immediatamente
il filo nella danza...!
I Movimenti agiscono anche sul centro emozionale: la mia apertura a provare
emozioni deve rimanere costantemente presente per due motivi: innanzitutto,
se così non fosse, i miei movimenti fisici non avrebbero nessuna energia,
ma sarebbero vuoti e morti: mi annoierei ben presto, sentirei che qualcosa
manca; per chi osserva sarebbe anche molto facile cogliere la differenza.
Il secondo metodo utilizzato spesso per coinvolgere il centro emozionale è
l'utilizzazione di esercizi interiori, oppure di parole.
Similmente al centro intellettuale, anche il centro emozionale può
facilmente rubare la mia attenzione ("chissà dov'é lui
ora...?", "oh, sono stata più brava della persona davanti
a me!", eccetera....) Anche in questi casi, come per la mente, la 'corsa'
del cuore è breve, e, nel giro di due o tre secondi, sarò riportata
bruscamente alla realtà del momento presente!
Così Gurdjieff allenava i suoi discepoli ad essere presenti con corpo,
cuore e mente.
Sotto questo rispetto i Movimenti sono un diamante, per la loro semplicità
e perfezione nel mettere in evidenza ogni eccesso emotivo, fisico o mentale.
Questi movimenti inusuali avevano anche
un altro scopo: trasmettere alle generazioni future le conoscenze interiori
delle generazioni più remote. Per questo si chiamano Danze "Sacre":
trasmettono la conoscenza della dignità e del ruolo dell'uomo nell'universo.
Secondo Gurdjieff informazioni così preziose e basilari non possono
essere tramandate tramite la parola, o tramite il linguaggio scritto: l'arte
è una forma di trasmissione più adeguata.
Tutti possono praticare queste
danze, oppure occorre una preparazione di un certo tipo?
L'unica preparazione che occorre è un'apertura e un interesse a diventare
gli amici di se stessi. Diventare gli amici di se stessi è il mio modo
di parafrasare l'antico detto di Socrate "conoscere se stessi".
Un corpo particolarmente agile è una gioia in più, ma non è
assolutamente una necessità nello spirito di queste Danze.
Cosa possono dare, oggi, i Movimenti di Gurdjieff all'uomo della strada?
Qual è lo spirito delle Danze oggi?
I Movimenti sono una pratica di come sarebbe possibile vivere la vita di tutti
i giorni. Hanno senso esattamente per l'uomo della strada, che non intende
uscire dal mondo e allo stesso tempo sente il desiderio e la necessità
di centratura, silenzio interiore, semplicità, e la capacità
di osservare se stesso o se stessa con un po' meno di identificazione di quello
a cui le migliaia di abitudini della vita di tutti i giorni lo hanno assuefatto.
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