IL CIELO CADE’ VINCE IL PREMIO “FREGENE PER FELLINI”

IL CIELO CADE’ VINCE IL PREMIO “FREGENE PER FELLINI”

A Massimo Ranieri è andato il premio miglior attore

FIUMICINO (ROMA) – «Il cielo cade» di Andrea e Antonio Frazzi, interpretato da Isabella Rossellini e che narra le vicende di una famiglia trucidata in Toscana dai tedeschi in fuga alla fine della seconda guerra mondiale, ha vinto il Premio «Fregene per Fellini 2001» come miglior film.

Il riconoscimento, un bronzo che raffigura la nave Rex avvolta dalla famosa sciarpa del Maestro, è stato assegnato ieri sera in una Galà a Fregene, presenti autorità e personaggi del mondo del cinema come Massimo Dapporto. La giuria, presieduta dal regista Gillo Pontecorvo e composta tra gli altri da Enrico Vanzina e Costanzo Costantini, ha assegnato il premio come miglior attore a Massimo Ranieri per il film «Fondali notturni» di Nino Russo e a Monica Scattini come miglior attrice per «Film» di Laura Belli. Inoltre, il riconoscimneto per la Miglior regia è andato a Roberto Andò per il «Manoscritto del principe» e quello per la miglior sceneggiatura a Isabella Sandri, Giuseppe Gaudino, Heidrum Schleef per l’opera «Animali che attraversano la strada». Premio alla carriera al maestro Stelvio Cipriani, che ha eseguito al pianoforte le note di «Amarcord», «La strada» e «Anonimo Veneziano».

Un filmato inedito di 20 minuti curato da Donatella Baglivo ha raccolto testimonianze, aneddoti e ricordi di chi ha collaborato con Fellini, che ha vissuto a lungo a Fregene, ambientandovi molte scene dei suoi capolavori.

La giuria ha selezionato nella produzione italiana del 2000 dodici opere meritevoli di essere rivalutate che sono rimaste «ingabbiate» dalla spietata legge del botteghino, con poche uscite in sala e con un mancato battage. «Il premio, battezzato lo scorso anno e coordinato da Adriano Pintaldi – ha detto Gillo Pontecorvo – ha un occhio per i film e gli autori emergenti italiani che non hanno ricevuto un grande favore del pubblico. Ciò sarebbe piaciuto enormemente a Fellini, che incoraggiava i giovani. Lui stesso non incontrò i favori di pubblico e critica per “8 e mezzo”, il più bel film della storia, che ho visto ben nove volte’.

INIZIO PAGINA