Illegale Ma Non Troppo

Cosa dicono? Che solo alcune partite sospette contengono semi geneticamente

modificati, ma in percentuali troppo basse per ipotizzare un inquinamento

volontario. In altre parole (anche se l’Istituto Zooprofilattico di Brescia

finora ha analizzato meno della metà dei semi sequestrati) Monsanto Italia

avrebbe sì violato la legge, ma senza farlo apposta. Ma Pecoraro Scanio, che

è ministro per le politiche agricole di questo governo, continua ad essere

irremovibile: “Poiché non esiste una soglia legale di tolleranza, occorre

respingere questi quantitativi e far scattare le sanzioni previste”.

Sanzioni che porterebbero a un’improbabilissima sospensione della licenza

per la Monsanto Italia di Lodi.

I tecnici, informa la multinazionale, hanno analizzato 186.181 chili di semi

di soia: il 70,9% non contiene ogm, mentre il 29,1% ne include, ma sotto la

soglia dello 0,5%. Quanto al mais, sono stati analizzati 50.279 chili di

semi: il 51,3% non contiene ogm, mentre il restante 48,7% ne contiene ma in

una percentuale inferiore allo 0,3%. “Tutto questo dimostra – ha aggiunto

Jean Michel Duhamel – che abbiamo detto la verità fin dall’inizio”. Il fatto

è che in Europa non esiste una legge che fissa il limite di tolleranza per

la presenza accidentale di ogm, e dunque le multinazionali del biotech,

fingendo rammarico per non poter garantire la purezza del seme, come se gli

ogm fossero caduti dal cielo, stanno facendo pressioni sull’Unione europea

proprio per introdurre una soglia consentita. “Se invece verrà richiesto per

legge lo zero analitico – ha ammonito Duhamel – l’Italia non avrà più

sementi”.