La Consob Chiede A Tato’ Chiarimenti Su Infostrada

L’Enel ottiene dalle banche un prestito da 20mila miliardi

MILANO – Nella partita per Infostrada, improvviso, arriva il fischio dell’arbitro: la Consob, ieri sera, ha chiesto formalmente all’Enel di commentare le notizie sull’ipotesi di acquisto diretto dell’azienda telefonica e sulla richiesta di un prestito da 20mila miliardi per finanziare l’ operazione. Ipotesi rilanciate dai quotidiani finanziari nella mattinata di ieri e che hanno contribuito a definire il quadro di un deal la cui conclusione è ormai prossima.

Non sarebbe più Wind, ma direttamente la controllante Enel ad acquistare da Vodafone la totalità del capitale di Infostrada. E questo per le perplessità (e forse anche per le difficoltà a trovare i mezzi per sostenere un’acquisizione così onerosa) del socio France Telecom. Che dunque, almeno in questa prima fase, non sarebbe della partita. Per pagare il prezzo intorno ai 22mila miliardi che sarebbe stato concordato con gli inglesi, Enel ha chiesto un finanziamento ponte a breve termine a un pool di banche (numerose le conferme raccolte nel pomeriggio di ieri) del valore di 10 miliardi di euro, quasi 20mila miliardi di lire. Secondo indiscrezioni, tra i finanziatori figurerebbero Chase Manhattan, Jp Morgan, Morgan Stanley, Citibank, Barclays e un istituto italiano, Mediobanca o Comit. Il prestito potrebbe essere utilizzato anche per coprire altri investimenti in Wind e dovrebbe essere restituito quando l’Enel avrà completato la cessione delle tre società di produzione elettrica in via di privatizzazione.

Nella mattinata di ieri fonti ufficiali dell’azienda guidata da Franco Tatò avevano definito “speculazioni giornalistiche, che possono provenire solo da fonti lontane dalla trattativa” le notizie sul prestito ponte e sul coinvolgimento diretto dell’ Enel. Ora, dopo la richiesta ufficiale di chiarimenti da parte dell’Authority di Borsa, il “no comment” non basta più. Una risposta è attesa prima della riapertura dei mercati di lunedì mattina.