Metà provincia coperta da telecamere “intelligenti”

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“Si riuscirà a identificare qualsiasi veicolo entra o esca da un’area vasta che comprende tutti i comuni della Val d’Enza, della Bassa reggiana e Correggio con un sistema intelligente. Di ogni veicolo potrà sapersi vita, morte e miracoli: se è rubato, sotto sequestro, utilizzato per commettere reati, se è assicurato e revisionato. Questo favorirà l’attività di prevenzione perché, se si tratta di una targa già segnalata, potrà essere intercettata prima che possano essere compiuti reati”.

Così il prefetto Raffaele Ruberto spiega a TgReggio l’importanza dell’accordo per la gestione integrata del sistema operativo di videosorveglianza che mette in collegamento le telecamere già installate in 35 punti stradali strategici di 17 comuni della nostra provincia: 24 nella Bassa, 9 in Val d’Enza e 2 a Correggio. Praticamente metà del territorio reggiano è ora sorvegliato ai varchi di entrata e di uscita da occhi elettronici in grado, 24 ore su 24, non solo di dialogare tra loro, ma anche di collegarsi al Sistema centralizzato nazionale targhe e transiti (Scntt), alle banche dati delle forze dell’ordine e di allertare le rispettive centrali operative in caso di veicoli segnalati o sospetti.

Se la telecamera del sistema riprende, ad esempio, un’auto che risulta rubata, cosa succede? “Scatta immediatamente un alert, un messaggio alla centrale operativa della forza della forza di polizia – spiega Carlo Romandini, comandante polizia municipale Bassa Reggiana – perché il sistema è in grado di interfacciarsi con le banche dati in uso a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie Municipali e, tramite la Questura, al Scntt, per rilevare anche eventuali cause di interdizione dei veicoli dalla circolazione. Ogni forza di polizia che aderisce al progetto potrà predisporre una propria black-list con le targhe di veicoli ritenuti di interesse e delle quali è utile riconoscere o ricostruire i movimenti. Attraverso la fotografia alle targhe – aggiunge Romandini – le telecamere saranno inoltre in grado di segnalare in tempo reale se quel veicolo sia assicurato e sia stato sottoposto a revisione. Non sarà però possibile multare chi non risulta in regola semplicemente attraverso una ripresa, come invece avviene con gli autovelox. La sanzione ai trasgressori sarà possibile soltanto in caso di intervento delle forze dell’ordine”.

Il sistema di videosorveglianza intelligente è costato circa 400mila euro, interamente finanziati dagli enti locali coinvolti, e per estensione è il primo del genere in Regione e uno dei pochi in Italia. “Grazie alla tecnologia – sottolinea Giammaria Manghi, presidente dell’Unione Comuni Bassa Reggiana – facciamo un passo avanti sul fronte della sicurezza e della prevenzione in tre aree della provincia con una caratteristica particolare: stiamo infatti parlando di territori cinti da due caselli autostradali, Terre di Canossa-Campegine sulla A1 e Reggiolo sulla A22, che è noto come siano porte di entrata e uscita per manovre eversive, rapinatori e malviventi”.

L’accordo è stato siglato dal prefetto Raffaele Ruberto, dal questore Isabella Fusiello, dal col. Antonino Buda, comandante provinciale dei Carabinieri, dal col. Ippazio Bleve, comandante provinciale della Guardia di Finanza, dal sindaco di Correggio Ilenia Malavasi, dal presidente dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana Giammaria Manghi e dal presidente dell’Unione dei Comuni Val d’Enza Paolo Colli, presenti i comandanti dei rispettivi corpi di polizia municipale.