Psicosi da terremoto: turisti in fuga dalle spiagge. Disdette a Jesolo e Bibione

BELLUNO (23 novembre) – Omicidio colposo in concorso per avere investito e ucciso una donna tunisina che attraversava la strada. Rischia sei mesi di carcere Umberto Fiori, 42enne di Calalzo (Belluno), appassionato di viaggi nel deserto in moto. Il bellunese è rinchiuso nel carcere di Gabes da una settimana dopo essere stato arrestato: sarà processato venerdì. L’uomo, impiegato all’Enel di Calalzo, si trovava in Africa dal 3 novembre scorso per un viaggio in moto nel deserto organizzato da un tour operator di Modena, il 2000motor di Ivan Forghieri. Il 17 novembre la carovana, formata da 21 persone, un camion, con alcune moto a bordo, e due auto, era sulla via del ritorno verso il porto di Tunisi per poi reimbarcarsi in direzione dell’Italia dopo aver attraversato il deserto libico quando è avvenuto l’incidente.

«Umberto era alla guida del camion – racconta Alfredo Paltronieri di Modena che era sul camion assieme al 42enne cadorino –. Avevamo attraversato il confine e non vedevamo l’ora di arrivare a Tunisi in albergo. Ad un certo punto è spuntata una donna che, senza guardare, si è messa ad attraversare la strada e Umberto non ha potuto far nulla per evitarla investendola. Ci siamo fermati, siamo scesi e abbiamo cercato di soccorrerla ma per lei non c’era nulla da fare. Subito dalle stradine e dalla case vicine sono usciti dei tunisini che, quando si sono resi conto di quanto era successo, hanno iniziato ad insultarci. Abbiamo temuto il linciaggio e abbiamo deciso di risalire a bordo delle auto e del camion e di andare nella più vicina stazione di polizia. Dietro di noi una coda di auto che ci inseguiva, ma fortunatamente siamo riusciti a raggiungere la caserma dove Umberto ha raccontato quanto successo. Lo hanno subito arrestato e portato via ma senza togliergli il cellulare per le prime 48 ore. Poi il processo».

Ivan Paltronieri ha subito cercato di attivare le vie diplomatiche contattando l’ambasciata italiana a Tunisi e interessando anche un paio di parlamentari modenesi. Le notizie che arrivano dalla città nordafricana, però, per ora non sono confortanti. In Ambasciata non è ancora stato trasmesso alcun atto giudiziario e quindi per ora non è possibile attivare i canali diplomatici per richiedere l’estradizione in Italia del 42enne bellunese che, comunque, pare godere di buona salute in carcere.

Il fratello di Umberto, Andrea, è partito per la Tunisia. Anch’egli è molto appassionato di moto e di grandi traversate nel deserto. Insieme, nel 2002, avevano partecipato alla mitica Parigi-Dakar a bordo di un camion-officina 6×6 per assistere i concorrenti gemelli Aldo e Dario De Lorenzo, che già l’anno prima avevano debuttato nella classica gara lungo il deserto.

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