RUBATO UOVO DI DINOSAURO SCOPERTO IN TRENTINO

L’annuncio del ritrovamento era stato dato appena 48 ore fa

TRENTO – Per milioni di anni è rimasto celato nella roccia a Fondo, in Val di Non ma, appena 48 ore dopo l’annuncio della suo ritrovamento, il primo uovo di dinosauro del Trentino è stato rubato del canyon Rio Sass, dove era stato scoperto la settimana scorsa. A fare l’amara scoperta è stato Sandro Bertagnolli, direttore della locale azienda promozione turistica, che ha denunciato il fatto ai carabinieri. Vandali o collezionisti, queste le due ipotesi sugli autori del misfatto, che per prelevare il reperto hanno dovuto scavalcare i cancelli che bloccano l’ingresso a monte e a valle del canyon e quindi scalpellare la roccia dove era inserito l’uovo, per poi asportarlo. La struttura “ovolitificata” era inserita su una mensola rocciosa, a strapiombo su una marmitta dei giganti. Aveva una lunghezza di 22,5 centimetri sull’asse principale e di 19,5 sull’asse minore. Appariva perfettamente conservata e si trovava in una posizione raggiungibile con grandi difficoltà, inserita in un relitto di una struttura morfologica caratterizzata da antri, buchi e ripari di origine naturale, posta quasi alla fine

del percorso all’interno del canyon. Venerdì pomeriggio era stata filmata da una troupe della Rai. A scoprirla era stato il segretario comunale di Fondo, Lorenzo Zini, durante un sopralluogo nel canyon con un geologo. Per una settimana era poi riuscito a tenere il segreto, anche con il suo sindaco, Bruno Bertol. Quest’ultimo stava già pensando a intervenire per proteggerlo e valorizzarlo, come attrattiva turistica per tutta la zona. Per la zona si trattava della seconda scoperta legata ai dinosauri. Poco lontano da Fondo sono state ritrovate in passato impronte di dinosauro nell’area di Passo Palade.

Il canyon del Rio Sass verrà aperto ai primi di luglio, ma a questo punto senza il suo gioiello più prezioso. L’uovo di dinosauro la prossima settimana sarebbe stato esaminato dagli esperti. Michele Lanzingher, direttore del Museo tridentino di scienze naturali, ricorda che “in Italia è vietato il commercio di materiale paleontologico”. (ANSA)

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