Osho Rebalancing tra bioenergetica e massaggio profondo

Osho Rebalancing tra bioenergetica e massaggio profondo

Intervista a Unmila Malfatti, professionista da 22 anni di massaggio profondo e trainer di Osho Rebalancing

La bioenergetica ed il massaggio profondo cosa hanno in comune?

Da quanti anni svolgi questa professione e cosa significa per te?

Sono più di 22 anni che il corpo umano e le sue funzioni hanno attirato la mia attenzione, il mio interesse e stimolato la mia curiosità.

Ho girato e amo girare ancora un po’ di mondo sia a est (oriente) che ad ovest (america) per incontrare esperti nel campo detto paramedico o di ricerca o ultimamente new age.

Ho partecipato a corsi di formazione o semplicemente stages, a volte per approfondire questo o quell’aspetto dell’approccio al corpo.

Molti di questi corsi partivano da una visione reichiana (Reich: padre della bioenergetica) del corpo.

Altri ne facevano una lettura più orientale: “equilibrio o squilibrio”.

Quello che avevano in comune era ciò che mi aveva attirato all’inizio: il corpo, finché è vivo, contiene in sé le risorse per la guarigione.

La vita, è l’aspetto magico del corpo.

La possiamo chiamare energia vitale,Yin e Yang, bio-energetica.

Comunque la chiamiamo, stiamo parlando di come viviamo e che uso facciamo del dono della vita.

Ne possiamo fare un problema o possiamo frammentare la nostra unità corpo-mente-spirito in corpo, mente, spiritualità o religiosità creando una molteplicità di problemi.

Possiamo filosofeggiare sui vari aspetti esistenziali, ma giriamo intorno sempre e solo ad un’unica cosa: la Vita, in quanto dono da usare al meglio.

Occuparmi del Corpo, per me, ha voluto dire prendere atto che l’unica cosa tangibile e concreta da cui potevo partire per occuparmi di me era il mio corpo.

Il mio corpo agiva, pensava, aveva emozioni e, se ero attenta e disponibile, potevo sentire “dove, come e quando” e, accettare ciò che stava succedendo.

A quel punto, usando tecniche appropriate (esercizi di bioenergetica, meditazione per raggiungere la consapevolezza del respiro, del movimento), scoprii di avere anche il potere di “cambiare” ciò che mi dava male-essere, usando il mio stesso corpo.

La Bioenergetica è stata la porta.

La Meditazione la chiave che ha aperto porte e finestre alla Conoscenza.

L’esperienza la via per Conoscere.

Una via lunga davvero, senza fine a dire il vero, ma talmente interessante e generosa di comprensioni che ancora ho interesse a percorrere.

Cos’è il massaggio profondo?

E’ comunicazione che arriva al cuore delle persone.

Il massaggio ha rappresentato per me un canale di comunicazione sia con me stessa sia con gli altri, oltre la parola.

Ho scoperto che le mani hanno una capacità di comunicazione al di là del tempo, delle barriere nazionali, al di là dell’immaginabile.

Le mani possono arrivare all’anima, se, per anima, intendiamo la parte più pulita in assoluto da sempre, e per sempre del nostro Essere.

Sono parole forti lo so, ma scaturiscono dalla mia esperienza e sono pronta a sostenerle.

Non so quanti corpi ho avuto l’onore di toccare negli ultimi vent’anni, ma so per certo che una volta posate le mie mani su un corpo, non c’erano più pensieri, forme-giudizio, persone belle o meno belle, grasse o magre, malate o sane.

C’erano Persone, ovvero, esseri umani che sentivo amarsi poco, che tenevano congelata l’energia del proprio cuore per questo soffrivano di vari dolori, e man mano (scusate il ripetersi della parola “mano”, qui oltremodo necessaria) si lasciavano contattare.(toccare con tatto)

Il lucchetto del cuore si apriva (perché non era mai stato veramente chiuso) e il benessere (ben-essere) cominciava a fluire.

La persona a quel punto sceglieva di addormentarsi, o scorrevano lacrime, o a volte, scoppiava in una sonora risata.

Mi chiedi cosa significa per me “massaggio profondo”.

L’unico senso di un massaggio non è curare, ma arrivare al cuore, a volte all’anima della persona e lasciare che il guaritore interno agisca e rimetta a posto le cose andate in disordine. L’energia appunto, l’energia vitale.

Può accadere questo? Sembra proprio che sì.

Chi è l’ammalato? Chi sta male?

Quello stesso “chi”, così come ha trovato la risorsa della malattia per sfuggire al proprio benessere, così ritrova la via di casa per stare bene di nuovo.

A volte la via è tortuosa, solo perché per mille e un condizionamento siamo più attaccati e abituati a star male che a star bene.

Ci ricordiamo di avere un corpo solo quando duole, e conduciamo una vita in maniera presuntuosa senza rispettare l’ordine del creato.

Prima viene il corpo, poi viene scritta la piccola mente (credenze, condizionamenti, morale, ect.) che va a sovrascrivere la grande mente, quella del cuore, quel dono divino che ci differenzia dagli animali.

La piccola mente fa da tiranna e pretende di sapere, e spesso ci fa fare cose veramente simili alle torture: camminare sui talloni, martellando così la spina dorsale ad ogni passo, tenere in dentro la pancia (e fuori il sedere) impedendoci così di respirare a pieni polmoni e costringendoci a tenere il collo piegato all’indietro per stare dritti.

Potrei andare avanti con un elenco interminabile e aggiungere il malessere di quanti e quali organi vitali siano legati ad una postura sbilanciata o ad una funzionalità corporea bloccata.

Il massaggio oltre a lenire il dolore superficiale, aiuta a prendere di nuovo contatto con l’armonia naturale del corpo e ripristinare l’ordine in base alla forza di gravità; e più il massaggio “affonda” nel corpo, più facile e veloce è il superamento dell’ostacolo.

Uso la parola affondare perché il corpo è acquoso al novanta per cento, per questo è facile arrivare in fondo, e in fondo, sotto tutto e tutti, lì c’è ancora intatto il motivo per cui siamo qui su questa terra. C’è il “sì” alla vita.

A volte prima di iniziare un massaggio, con alcune persone (quelle che sento “tutte nella testa”) faccio fare un esercizio semplicissimo della scuola di bioenergetica per il grounding; e solo quando la persona sente di avere un corpo, inizio il massaggio di osho rebalancing.

Oppure introdurre uno stadio di una meditazione dinamica, che comunque affonda radici negli esercizi bioenergetici.

Lowen cita spesso il termine “grounding” nell’esplicare il suo lavoro. Ora anche tu hai usato questa parola “grounding”. Volevo appunto chiederti quanto è importante il grounding nel massaggio?

Grounding vuol dire contatto con la terra, con l’energia della terra.

Nella nostra posizione eretta noi appoggiamo i nostri piedi sulla terra.

Nella metafora dell’albero i piedi e le gambe sono un pò le nostre radici, il tronco è rappresentato dalla parte che va dal bacino alla testa, le braccia sono i rami.

La posizione bilanciata del basso bacino parla di un buon grounding, ovvero di un corretto appoggio dei piedi alla terra, con conseguente buon uso dell’energia vitale, la bio-energetica per l’appunto.

Senza buone radici un albero cresce faticosamente.

L’albero, come il corpo umano, trova il modo di bilanciarsi facendo crescere rami più a destra che a sinistra, più davanti che dietro, ma diventa contorto, magari interessante da vedere, ma meno imponente, e soprattutto non può crescere troppo in altezza altrimenti rischia di spezzarsi.

Così il corpo dell’umano, quando è sbilanciato, consuma molta energia per “stare in piedi così com’è” e soprattutto per bilanciare rotazioni e contratture spesso dovute a paure racchiuse in questa o quella parte muscolare.

La posizione grounding della bioenergetica, chiede piedi paralleli distanti tra loro quanto la larghezza delle spalle ben aderenti al pavimento, così da favorire il fluire dell’energia da terra verso il cielo, ovvero nella linea della forza della gravità terrestre.

W. Reich, padre fondatore della bioenergetica, contemporaneo e allievo di Freud, ha rivoluzionato l’approccio ai disturbi della mente sottolineando il collegamento tra corpo e psiche.

Attraverso l’osservazione delle persone definite ”patologiche”, ha poi impostato una lettura caratteriale in base alla postura del corpo.

Lowen, suo allievo e suo continuatore nella ricerca, ha poi sviluppato e diffuso questa visione, che ha trovato ampi spazi di applicazione.

Molte terapie corporee partono proprio dalla lettura bioenergetica per intervenire e favorire il ri-allineamento: Ida Rolf, per esempio, medico ortopedico oltre che amica e collega di Lowen a Easelen, USA, si è allontanata dall’interventismo chirurgico per inventare un massaggio connettivale profondo chiamato poi rolfing, che sostituisca le inutili operazioni.

Il massaggio Osho Rebalancing è relativamente più recente, e a sua volta parte da una lettura bioenergetica del corpo-mente.

Applica poi, una serie di tecniche: una di esse molto simile al rolfing, che hanno lo scopo di portare la persona alla scelta del proprio riallineamento così da star bene nel corpo.

Il cambiamento a volte può essere doloroso.

Paradossalmente a volte si sta meglio nelle proprie patologie che non nella guarigione.

Hai parlato di W. Reich, di Lowen: ora vorrei sapere cos’è stata per te l’esperienza con la bioenergetica.

Negli anni settanta a Milano dove vivevo, arrivò questo nuovo tipo di terapia.

In quel tempo mi ero avvicinata all’analisi per cercare di risolvere il mio malessere esistenziale.

Mentre seguivo la mia terapia settimanalmente, qualcuno mi parlò di questi nuovi stages di gruppo.

La mia curiosità e la mia sete di conoscere in pratica ciò che avevo solo letto mi spinse ad iscrivermi.

Ne ho un ricordo molto controverso. Nonostante mi ritenessi di larghe vedute, fui alquanto scioccata dalla nudità, dalla violenza a volte dell’espressione: dubitai e desistetti.

Qualche anno dopo, ad analisi conclusa, mi trovai in Olanda per un gruppo residenziale di 15 giorni.

Il contesto era particolare, una comune di discepoli di Osho, allora chiamato Bhagavan. Anche lì usavano la bioenergetica.

Uscii dal gruppo senza voce per il tanto urlare (male), ma con un’energia nel corpo inenarrabile, con una chiarezza nella mente inusuale per me, arrivai a Milano in pieno inverno, con le maniche corte dal caldo che avevo.

Trovai nella casella un depliant con l’offerta del primo corso professionale della durata di un anno di Postural Integration.

Mi iscrissi anche se avevo in tasca solo cinquantamila lire ed il training ne costava due milioni e non sapevo dove trovarli.

Non solo feci quel corso, ma grazie a quello e all’esperienza in Olanda arrivai poi l’osho rebalancing.

Anche l’impostazione del massaggio chiamato Postural Integration si basa sulla lettura bioenergetica del corpo e interviene per ripristinare l’equilibrio perduto.

Quando provai su di me l’Osho rebalancing, in America, capii che quella era la modalità che voleva il mio corpo, la mia mente e la mia anima.

Così tornai in Italia, raggranellai i soldi per tornare e ricominciare da tre.

Il massaggio connettivale profondo

Avevo già imparato il massaggio connettivale profondo, ma ricominciare ad impararlo in un contesto residenziale di quattro mesi, di lavoro quotidiano col massaggio, la bioenergetica, la meditazione, il respiro, la danza, l’espressione corporea il counseling, la neurolinguistica. Fu un’esperienza incredibile.

Era un altro tipo di scuola.

La cosa che mi metteva più in difficoltà era disimparare la tecnica in sé, ed imparare, invece, ad usare le tecniche col cuore.

Cambiò così tanto il mio modo di guardare la vita, che decisi dopo qualche anno di assistentato di frequentare il corso per teachers, così da poter condividere la mia meravigliosa, amorevole e rivitalizzante esperienza.

Qui in Italia terrai qualche training riguardo all’Osho Rebalancing?

Si, sono molti anni che porto avanti l’attività di trainer per corsi professionali orientati a coloro che vogliono imparare il massaggio profondo.

Nei miei corsi si impara la tecnica di massaggio profondo, facciamo uso della bioenergetica, e meditazione.