La danza come un portale per l’ignoto

La danza come un portale per l’ignoto

La danza è da secoli, se non millenni, stata considerata come un elemento di connessione, un portale, tra il Mondo reale e ciò che all’uomo in generale appare impalpabile, ignoto e non conosciuto.

Tutti i più grandi danzatori della storia, sono tutti apparsi come esseri di quasi sovrumana bravura, ma non solo nello studiare e replicare, una danza specifica, ma anche nel farla loro e in molti casi, creare soggettivamente passi o movimenti personalizzati.

Passi che poi sono rimasti nella struttura di tale danza e che poi col tempo sono diventati tutt’uno con essa.

Questo occorre per capire quanto un essere umano che viene a contatto con una determinata corrente artistica, in vari casi ne diventa sia ideatore che artefice, contribuendo alla diffusione e al perfezionamento della stessa.

Questo avviene soprattutto quando il danzatore entra in contatto col suo Mondo interiore, un luogo costituito da una sua libera interpretazione del Mondo esterno e del proprio carattere e inclinazione umana ed artistica; tutto si fonde e crea lo stile proprio di ogni ballerino connettendo il suo costrutto interno con quello percepito esternamente.

Per questo la tesi della danza intesa come ponte per l’ignoto, è una tesi molto valida.

Ognuno di noi sarebbe capace, con le dovute tempistiche e i dovuti metodi, di trasmettere una propria libera e svincolata interpretazione di passi, movimenti e teoria di una tipo di ballo esistente.

Inoltre durante il ballo, si entra tramite questo “portale” in una dimensione sconosciuta anche per coloro che già ballano da anni, ed è sempre così, è come se ogni volta che si entra in contatto con noi stessi attraverso l’arte del ballo, si percepiscano e si esplorino meandri della mente e dello spirito mai scoperti prima, delle “stanze” mai esplorate.

Luoghi nuovi, che ci raccontano di più sulla nostra stessa personalità, sfaccettature nascoste che ci fanno scoprire noi stessi, mettendoci in contatto con aspetti della nostra persona che ignoravamo o che non sapevamo nemmeno che esistessero.

La danza è un metodo e un’arte dunque in grado di stabilire, riscoprire, o potenziare il dialogo non conscio, attraverso sezioni affettive o di altra natura emozionale, spesso negate o addormentate.

La società e la vita moderna sembra che si accaniscano e si impegnino con tutte le loro forze a distoglierci da questi aspetti importantissimi e basilari di un essere umano.

La spiritualità e il significato intrinseco, il “perché” dell’arte, ormai nella società attuale sta sempre più svanendo, prima di tutto nel Mondo occcidentale. 

La spiritualità, sta per essere definitivamente schiacciata e cancellata dagli aspetti razionali e oltremodo cognitivi, credendo solo a ciò che si vede anche se quello che si vede è menzogna.

La consacrazione di un essere umano è quando avviene la riunione tra corpo e mente, il loro riequilibrio psico-fisico e spirituale, spesso in conflitto, regolato dai dettami e dalle direttive esterne di una realtà distorta.

Realtà che solo attraverso qualcosa che amiamo e ci piace fare, può aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio come esseri spirituali.